"Il lavoro è ben pensato e realizzato, ma ho una curiosità: quando l'hai aperto, che gli fai? Riesci a mettere le mani su uno strumento fatto solo di elettronica iperminiaturizzata senza una sola parte meccanica? Avrai poi la possibilità di ridargli la tenuta stagna a oltre 20 atm (diciamo 20 + qualcosa come margine)? e di misurarne la reale tenuta?"
Grazie !
Allora, è chiaro che l'unica cosa che si può fare è :
1) Cambiare la batteria
2) smontare tutte le possibili vie d'acqua : pulsanti e profondimetro. si ripristinano gli oring quando sono cristallizzati , si ungono ben bene e si prova prima in aria e poi in acqua.
quel computer in particolare non si può provare in aria perchè entra in modalità dive quando due placchette sono cortocircuitate dall'acqua ( contatti bagnati ) e una pressione di almeno mezzo metro (0,5 bar) senza una di queste due cose il computer non entra in modalità dive per cui serve essere oculati con la manutenzione .
Una precisazione, 20 bar non servono, sarebbe una profondità di 200 mt, il sofware non prevede una profondità così (max 80 mt) e, andare 10 minuti a 200mt , oltre ad avere delle miscele con bassa percentuale di ossigeno (perchè all'aumentare della pressione l'ossigeno diventa tossico), significa fare almeno 3 ore di decompressione con tutte le problematiche del caso ( in primis l'ipotermia ).
Di solito questi apparecchi si allagano nei primi metri poichè la pressione non è ancora sufficiente a fare espandere le guarnizioni.