fori equidistanti
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priscillo
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fori equidistanti
salve dovrei fare una flangia d100 con 10 fori m12 ma non ho il divisore ce un'altra soluzione per fare i fori equidistanti?
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giulianodes
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Re: fori equidistanti
Non mi viene in mente altro che un goniometro....ma forse ci sono altre soluzioni...non saprei. 
Re: fori equidistanti
Ti conviene tracciarli con il truschino.
Guarda la tabella in allegato, vale più di mille spiegazioni
Guarda la tabella in allegato, vale più di mille spiegazioni
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Ciao
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giovannj
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Re: fori equidistanti
Difatti una volta in assenza di macchine adeguate tramite la geometria si stabiliva il lato del poligono e poi con un compasso si tracciava i vari punti dove fare i fori.
In questo caso non è stato specificato il diametro del cerchio in cui fare i fori.. ma nell'ipotesi che sia 100, usando la tabella che è stata allegata la distanza fra i fori dovrebbe essee:
100 x 0.3083 = 30.83
Per quanto concerne, poi, la tecnica di tracciatura, mi pare di ricordare alcune fasi:
1) fare un centro/puntino della flangia.. e in mancanza di tornio con il truschino, messo al raggio della flangia, tracciare 4 rette a 90 gradi passando dal centro.
2) l'errore di tracciatura farà si che al centro si evidenzi un piccolo quadrato al centro del quale fare un puntino di guida per il compasso.
3) registrare il compasso esattamente a quota 50 e tracciare una cerchio sulla flangia abbastanza profondo, ripassandoci più volte
4) fare un primo puntino di partenza, in un punto qualsiasi della circonferenza
5) con aletta fissa del compasso sul puntino fatto tracciare due archi a dx e sx
6) fare due puntini nell'intersezione con la circonferenza delle due tracciature
7) con centro sui due puntini fare altri due archi di cerchio sulla circonferenza. E cosi via fino alla fine...
Chiaramente con questo metodo non è pensabile di non perdere niente. E difatti alla fine l'errore
iniziale di calibratura del compasso aggiunto alle successive centrature potrà risultare anche di 1mm. Se non fosse inacettabile uno può sempre compensare sull'apertura del compasso e rifare il procedimento da capo rientrando sui puntini cerando di spostarli a dx o sx a seconda del caso.
Oppure uno può fare una prima tracciatura di prova facendo dei puntini appena accennati e poi, magari, o rientrarci, oppure facendoceli dei nuovi sempre piccoli. Dopo aver costatato, poi, che l'errore è accettabile approfondire i puntini quel tanto che serve per la guida della punta.
Come procedimento di foratura penso sarebbe il caso di partire da una punta di massimo 4/5 mm
e poi quella di 10,25, per evitare di aumentare ulteriormente l'errore finale.
In questo caso non è stato specificato il diametro del cerchio in cui fare i fori.. ma nell'ipotesi che sia 100, usando la tabella che è stata allegata la distanza fra i fori dovrebbe essee:
100 x 0.3083 = 30.83
Per quanto concerne, poi, la tecnica di tracciatura, mi pare di ricordare alcune fasi:
1) fare un centro/puntino della flangia.. e in mancanza di tornio con il truschino, messo al raggio della flangia, tracciare 4 rette a 90 gradi passando dal centro.
2) l'errore di tracciatura farà si che al centro si evidenzi un piccolo quadrato al centro del quale fare un puntino di guida per il compasso.
3) registrare il compasso esattamente a quota 50 e tracciare una cerchio sulla flangia abbastanza profondo, ripassandoci più volte
4) fare un primo puntino di partenza, in un punto qualsiasi della circonferenza
5) con aletta fissa del compasso sul puntino fatto tracciare due archi a dx e sx
6) fare due puntini nell'intersezione con la circonferenza delle due tracciature
7) con centro sui due puntini fare altri due archi di cerchio sulla circonferenza. E cosi via fino alla fine...
Chiaramente con questo metodo non è pensabile di non perdere niente. E difatti alla fine l'errore
iniziale di calibratura del compasso aggiunto alle successive centrature potrà risultare anche di 1mm. Se non fosse inacettabile uno può sempre compensare sull'apertura del compasso e rifare il procedimento da capo rientrando sui puntini cerando di spostarli a dx o sx a seconda del caso.
Oppure uno può fare una prima tracciatura di prova facendo dei puntini appena accennati e poi, magari, o rientrarci, oppure facendoceli dei nuovi sempre piccoli. Dopo aver costatato, poi, che l'errore è accettabile approfondire i puntini quel tanto che serve per la guida della punta.
Come procedimento di foratura penso sarebbe il caso di partire da una punta di massimo 4/5 mm
e poi quella di 10,25, per evitare di aumentare ulteriormente l'errore finale.
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priscillo
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Re: fori equidistanti
grazie la tua spigazione e' stata piu' chiara senza nulla togliere alla tabella, la circonferenza dei fori deve essere d 80 quale deve essere ora la distanza tra i fori ?come si calcola, la tabella nn la capisco molto, il tuo esempio che hai fatto con d 100 come hai fatto?nel senso se mi dovessero capitare altri diametri con il sistema che mi hai detto tu come faccio a calcolarlo.grazie mi sieye molto di aiuto scusate se vi stesso ma voglio capire molto
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Meccbell
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Re: fori equidistanti
Hai fatto almeno la terza media?
Se la parola "trigonometria" per te ha anche solo un vago significato, allora lì ci trovi la soluzione al tuo problema (ed a tanti altri...).
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[i]"L'epoca della procrastinazione, delle mezze misure, del mitigare, degli espedienti inutili, del differire sta giungendo alla fine.
[b]Ora stiamo entrando nell'epoca dove ogni azione causa conseguenze[/b]."[/i]
Winston L.S. Churchill
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priscillo
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Re: fori equidistanti
si l'ho fatta laterza media e poi sono qui per imparare non per essere offeso da te se hai voglia mi potresti spiegare altrimenti niente sicuramente ci saranno persone piu' disponibili di te maleducato
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giovannj
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Re: fori equidistanti
Devi solo usare la stessa formula, ma al posto del D.100 mettere 80... per cui:priscillo ha scritto:--------------- la circonferenza dei fori deve essere d 80 quale deve essere ora la distanza tra i fori ?come si calcola----------
80 x 0.3083 = 24.664
Se vuoi capire come si interpreta la tabella focalizza la seconda circonferenza partendo dall'alto a sx.quella che è suddivisa in 10 parti come interessa a te. Adesso se sposti lo sguardo sulla dx vedrai una serie di costanti che vanno moltiplicate per il diametro del cerchio... quella che interessa a te è la C che ti da la distanza della semicorda fra due punti...
Per cui visto che C è pari a 0.154 per ottenere il valore riferito alla corda completa
devi moltiplicarlo per due: 0.154 x 2 = 0.308
A questo punto devi, come c'è scritto in testa alla tabella, moltiplicare il valore della costante che hai ottenuto per il diametro del cerchio che devi dividere e sei a posto...
80 x 0.308 = 24.664
Adesso dopo aver trovato il centro della tua flangia e tracciato con il compasso la circonferenza, qualora tu non lo passa fare con il tornio, metti il compasso alla quota di 24.664 e tracci i tuoi 10 punti equidistanti.
La tabella è un sistema semplificato per bypassare la trigonometria... ma se vuoi impararla/approfondirla almeno nei suoi rudimenti, basta che tu lo dica, e credo che molti qui nel forum ti potranno/vorranno insegnare...
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Meccbell
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Re: fori equidistanti
Guarda che non volevo offendere nessuno.priscillo ha scritto:si l'ho fatta laterza media e poi sono qui per imparare non per essere offeso da te se hai voglia mi potresti spiegare altrimenti niente sicuramente ci saranno persone piu' disponibili di te maleducato
Solamente far capire che certe cose sarebbe opportuno che uno se le approfondisse un pochino da sè, magari facendo affidamento sulle cose che ha imparato, o dovrebbe aver imparato, a scuola.
La tabella che ti hanno postato è già molto chiara di suo e lo diviene ancor più con la spiegazione di Giovannj (intendo già la prima spiegazione).
Stammi bene
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priscillo
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Re: fori equidistanti
grazie giovannj ,non sono molto bravo in geometria, per fortuna ce gente come te disponibile ,domani faro la flangia a 10 fori.ma se la volessi fare a 11 fori e troppo complicato me la spiegheresti grazieee giovannj
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giovannj
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Re: fori equidistanti
Nel caso di 11 fori devi focalizzare la terza circonferenza a dx partendo dall'alto dove vedi scritto 11 fori.
Devi guardare sempre la costante C che in talcaso è 0.140x2 = 0.28
Ora moltiplichi 0.28 x 80 ed hai la distanza a cui devi mettere il compasso pari a 22.4
Devi guardare sempre la costante C che in talcaso è 0.140x2 = 0.28
Ora moltiplichi 0.28 x 80 ed hai la distanza a cui devi mettere il compasso pari a 22.4
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priscillo
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Re: fori equidistanti
quindi o sbaglio bisogna guardare sempre la costante c. grazie giovannj sei un amico
come posso aggiungerti come amico se hai piacere sei molto disponibile come persona
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giovannj
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Re: fori equidistanti
Si esatto, nel caso tuo devi solo guardare la C. Però non vale per tutti i tipi di divisione:
difatti prendi il caso della divisione in sei parti, quella prima a sx in alto: come potrai notare, per trovare la corda fra due divisioni in questo caso devi guardare la A.
Per semplificarti le cose rimaniamo in questa prima figura; se unisci i sei punti avrai fatto un esagono. Ecco, se guardi bene la figura vedrai che la costante A è riferita a metà lato dell'esagono ed è pari a 0.25. Per cui se vuoi sapere il lato totale dell'esagono devi moltipliare questa grandezza per due: e avrai 0.25 x 2 = 0.5
Nel tuo caso, dei fori a 80, devi solo moltiplicare 0.5 x 80 = 40 Ecco l'esagono ha lato 40 e a 40 devi mettere il compasso per fare le 6 divisioni...
Per concludere, se vuoi avere uno strumento che ti aiuta a risolvere problemi di questo tipo credo che ti farebbe molto comodo il VADEMECUM PER DISEGNATORI E TECNICI di Luigi Baldassini edito da HOEPLI.
Provare per credere...
difatti prendi il caso della divisione in sei parti, quella prima a sx in alto: come potrai notare, per trovare la corda fra due divisioni in questo caso devi guardare la A.
Per semplificarti le cose rimaniamo in questa prima figura; se unisci i sei punti avrai fatto un esagono. Ecco, se guardi bene la figura vedrai che la costante A è riferita a metà lato dell'esagono ed è pari a 0.25. Per cui se vuoi sapere il lato totale dell'esagono devi moltipliare questa grandezza per due: e avrai 0.25 x 2 = 0.5
Nel tuo caso, dei fori a 80, devi solo moltiplicare 0.5 x 80 = 40 Ecco l'esagono ha lato 40 e a 40 devi mettere il compasso per fare le 6 divisioni...
Per concludere, se vuoi avere uno strumento che ti aiuta a risolvere problemi di questo tipo credo che ti farebbe molto comodo il VADEMECUM PER DISEGNATORI E TECNICI di Luigi Baldassini edito da HOEPLI.
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Re: fori equidistanti
Forse, a scanso di equivoci e di ulteriori dubbi, è opportuno precisare che la quota A moltiplicata per 2 dà direttamente la corda solo in alcuni casi, mentre in altri va usata la quota B ed in altri la C.
Mentre in altri ancora non serve direttamente nè la A, la B o la C, bensì il risultato di un calcolo ottenuto con 2 delle tre ed impiegando la tanto bistrattata trigonometria.
Questo non per essere pedante, quanto per ribadire che spesso anche sui migliori testi, ed il Baldassini è indubbiamente uno dei migliori, non si trovano tutte le risposte a tutti i quesiti in modalità "cotto e mangiato" ma occorre usare un poco di ragionamento e di nozioni apprese sui banchi.

Mentre in altri ancora non serve direttamente nè la A, la B o la C, bensì il risultato di un calcolo ottenuto con 2 delle tre ed impiegando la tanto bistrattata trigonometria.
Questo non per essere pedante, quanto per ribadire che spesso anche sui migliori testi, ed il Baldassini è indubbiamente uno dei migliori, non si trovano tutte le risposte a tutti i quesiti in modalità "cotto e mangiato" ma occorre usare un poco di ragionamento e di nozioni apprese sui banchi.
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Re: fori equidistanti
Ue' Meccbell ma non ero io quello cattivo e ironico ? mi rubi la parte ?

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