inversione di polarità
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- Lostudioso
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Re: inversione di polarità
Se nn addirittura un relè set-reset.... Nn hai modo di provarlo?
Lostudioso
Re: inversione di polarità
picafermo, siamo al terzo (ed ultimo) richiamo consecutivo:
Non devi usare il tasto "citazione" per rispondere perchè vietato dal regolamento.
Non devi usare il tasto "citazione" per rispondere perchè vietato dal regolamento.
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Scarry
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Re: inversione di polarità
17v ac sono tanti per una bobina da 12v dc
Magari mettendo un diodo in serie riusciresti a dimezzare il duty cycle, ma a quel punto sarebbe inutile usare 17.3v/2 quando puoi usarne direttamente 12 dc
Cosa vuoi fare con questo circuito?
Dalle foto si capisce ben poco di quello che hai fatto, dove i cavi entrano e dove escono
Prova a fare uno schema, anche con dei simboli tuoi, con tutti i collegamenti che hai fatto
Ma alimentare gli scambi a 12v
Magari mettendo un diodo in serie riusciresti a dimezzare il duty cycle, ma a quel punto sarebbe inutile usare 17.3v/2 quando puoi usarne direttamente 12 dc
Cosa vuoi fare con questo circuito?
Dalle foto si capisce ben poco di quello che hai fatto, dove i cavi entrano e dove escono
Prova a fare uno schema, anche con dei simboli tuoi, con tutti i collegamenti che hai fatto
Ma alimentare gli scambi a 12v
Utente fuori controllo
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Sono fissato con i trapanini
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picafermo
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Re: inversione di polarità
@ mafa:
Si, è un bistabile con bobine alimentate a 12 V. Dovrei sempre collegarlo all'uscita in c.a. del mio trasformatore Rivarossi mod. 4009. Il rtrasformatiore ha le seguenti caratteristiche nominali:
ha due uscite:
1. secondario I ( per i treni ) = 0 - 12 V c.c. 1.3 A 16 VA
2. secondario II ( servizi ) = 15 V c.a. 1.3 A 15 V
Si, è un bistabile con bobine alimentate a 12 V. Dovrei sempre collegarlo all'uscita in c.a. del mio trasformatore Rivarossi mod. 4009. Il rtrasformatiore ha le seguenti caratteristiche nominali:
ha due uscite:
1. secondario I ( per i treni ) = 0 - 12 V c.c. 1.3 A 16 VA
2. secondario II ( servizi ) = 15 V c.a. 1.3 A 15 V
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mafa
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Re: inversione di polarità
Scusa, ma se hai un secondario da cui esce la 12 Volt in continua, perchè vuoi alimentarlo in c.a.?
Re: inversione di polarità
Evidentemente serve tensione anche a treno fermo...
Scusa, a sto punto, raddrizza la ca e fai quello che ti serve.
Scusa, a sto punto, raddrizza la ca e fai quello che ti serve.
Re: inversione di polarità
con diodi standard tipo 1N4001 la caduta di tensione (Vf) fé di circa 0,7V per ogni diodo, considerando una corrente max da ca. 20mA. Se la bobina del relé é in DC devi metterci un condensatore e considerare che la tensione continua che otterrai sarà equivalente al valore efficace della AC quindi, per 17,5Vac, la continua sarà di 17,5*1,41 = 24,7.
Per scendere a 12V partendo da quella tensione dovrai mettere ben 18 1N4001 in serie....
Per scendere a 12V partendo da quella tensione dovrai mettere ben 18 1N4001 in serie....
McMax
“None of us can change the things we’ve done. But we can all change what we do next.” – Fred Johnson
fulminato in tenera età
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Re: inversione di polarità
Esitono ancora i regolatori a 3 pin, del tipo 78xxx ?
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picafermo
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Re: inversione di polarità
Riepilogo un pò la mia realtà: il click ad una delle due bobine dei relè verrà dato da un pulsante reed al passaggio di un treno sul binario di raddoppio esterno o su quello di raddoppio interno.
Ma ciascun reed da l'impulso anche ai motori posti sotto gli scambi ferroviari posti all'ingresso ed all'uscita del raddoppio dei binari.
I motori di azionamento degli scambi lavorano a 16V, mentre i relè impiegati per ottenere l'inversione di polarità sui binari lavorano a 12 V.
Dal trasformatore viene erogata c.c da 0-12 V, ma penso che per quello che mi occorrerà, la tensione che sfrutterò dovrebbe aggirarsi su 8 V.
Quindi, con 8 V. non potrò far funzionare nè i motori degli scambi, nè le bobine dei relè.
Ecco perchè la mia scelta di alimentazione dei motori e dei relè è caduta sulla c.a.
Ma ciascun reed da l'impulso anche ai motori posti sotto gli scambi ferroviari posti all'ingresso ed all'uscita del raddoppio dei binari.
I motori di azionamento degli scambi lavorano a 16V, mentre i relè impiegati per ottenere l'inversione di polarità sui binari lavorano a 12 V.
Dal trasformatore viene erogata c.c da 0-12 V, ma penso che per quello che mi occorrerà, la tensione che sfrutterò dovrebbe aggirarsi su 8 V.
Quindi, con 8 V. non potrò far funzionare nè i motori degli scambi, nè le bobine dei relè.
Ecco perchè la mia scelta di alimentazione dei motori e dei relè è caduta sulla c.a.
Re: inversione di polarità
Premesso che non ho capito niente:
I "motori" degli scambi sono elettromagneti che vanno alimentati in ca, con un breve impulso, o sbaglio ? In tal caso, che per mezzo secondo gli dai qualche volt in più non succede nulla.
I rele, sempre da quello che ho capito, vanno alimentati in cc, quindi devi raddrizzare la ca. Non è necessario che la filtri e elimini il problema che la tensione sale.
La vedo troppo facile, mi sa che davvero non ho capito niente...
I "motori" degli scambi sono elettromagneti che vanno alimentati in ca, con un breve impulso, o sbaglio ? In tal caso, che per mezzo secondo gli dai qualche volt in più non succede nulla.
I rele, sempre da quello che ho capito, vanno alimentati in cc, quindi devi raddrizzare la ca. Non è necessario che la filtri e elimini il problema che la tensione sale.
La vedo troppo facile, mi sa che davvero non ho capito niente...
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picafermo
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Re: inversione di polarità
Anche ai relè arriva un brevissimo impulso per il contatto momentaneo provocato dal magnetismo che scatena la calamita applicata sotto il treno quando passa sopra al reed.
I relè sono bistabili e ad impulsi.
Quindi, tutto sommato, che ad essi arrivi un impulso in cc o in ca,, direi che non cambia niente. Il problema potrebbe nascere che non arriva un impulso a 12 V. , ma a 17 V.
I relè sono bistabili e ad impulsi.
Quindi, tutto sommato, che ad essi arrivi un impulso in cc o in ca,, direi che non cambia niente. Il problema potrebbe nascere che non arriva un impulso a 12 V. , ma a 17 V.
Re: inversione di polarità
Aspetta... i bistabili sono a ritenuta magnetica e non possono lavorare in ca. Se invece parli di un rele che cambia lo stato dei contatti per la rotazione di una camma, allora ci siamo.
12 V o 17 V per mezzo secondo, lo ripeto NON accade nulla ! Se, invece, la bobina deve restare alimentata beh, qualche volt in meno non guasta...
Comunque parli di tensione misurata a vuoto, metti un carico e vedi che scende.
12 V o 17 V per mezzo secondo, lo ripeto NON accade nulla ! Se, invece, la bobina deve restare alimentata beh, qualche volt in meno non guasta...
Comunque parli di tensione misurata a vuoto, metti un carico e vedi che scende.
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picafermo
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Re: inversione di polarità
Capisco di non essere bravo nell'esposizione tecnica. Provo a farmi capire con l'aiuto di un piccolo schema d'accompagnamento.
Supponiamo che da un trasformatore venga fornita in uscita una tensione in ca di 17 V. e supponiamo di collegare un contatto di detta uscita al contatto comune di un relè bistabile, ad impulsi, abilitato per funzionare in cc. a 12 V.
Collegando il 2° contatto dell'uscita dal trasformatore a due pulsanti reed, aspettiamo che si realizzi su detti reed un campo magnetico per una frazione di secondo.
1. Quando ciò si verifica sul reed R1, arriverà un impulso al relè sollecitando la bobina D che determinerà lo spostamento dell'ago del pulsante interno al relè sul contatto A (non succederà niente però se detto ago è già posto sul contatto A).
2. Quando invece l'impulso al relè parte dal reed R2, arriverà un impulso al relè sollecitando la bobina S che determinerà lo spostamento dell'ago del pulsante interno al relè sul contatto B (non succede i niente però se detto ago è già posto sul contatto B).
La sollecitazione ad una delle due bobine del relè, per quelle che sono le mie modeste conoscenze, non è prolungata, ma è strettamente legata alla frazione di secondo in cui il pulsante reed rimane chiuso. A questo punto, sempre secondo me, non ha alcuna importanza che al relè arrivi corrente in cc o in ca, perchè, in ogni caso, si tratta di un impulso di durata minimale.
Supponiamo che da un trasformatore venga fornita in uscita una tensione in ca di 17 V. e supponiamo di collegare un contatto di detta uscita al contatto comune di un relè bistabile, ad impulsi, abilitato per funzionare in cc. a 12 V.
Collegando il 2° contatto dell'uscita dal trasformatore a due pulsanti reed, aspettiamo che si realizzi su detti reed un campo magnetico per una frazione di secondo.
1. Quando ciò si verifica sul reed R1, arriverà un impulso al relè sollecitando la bobina D che determinerà lo spostamento dell'ago del pulsante interno al relè sul contatto A (non succederà niente però se detto ago è già posto sul contatto A).
2. Quando invece l'impulso al relè parte dal reed R2, arriverà un impulso al relè sollecitando la bobina S che determinerà lo spostamento dell'ago del pulsante interno al relè sul contatto B (non succede i niente però se detto ago è già posto sul contatto B).
La sollecitazione ad una delle due bobine del relè, per quelle che sono le mie modeste conoscenze, non è prolungata, ma è strettamente legata alla frazione di secondo in cui il pulsante reed rimane chiuso. A questo punto, sempre secondo me, non ha alcuna importanza che al relè arrivi corrente in cc o in ca, perchè, in ogni caso, si tratta di un impulso di durata minimale.
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mafa
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Re: inversione di polarità
Finalmente uno schema. L'uscita di quel trasformatore la devi raddrizzare e bene sarebbe livellarla con un condensatore, poi se ritieni che è troppo alta la tensione che ottieni (ma non credo perchè i bistabili anche si gli dai una tensione molto più alta funzionano lo stesso) puoi fare un partitore resistivo.
Re: inversione di polarità
NO ! Corrente continua e corrente alternata sono due cose totalmente diverse e il tempo non c'entra per niente se non per il danno che fa.
Se un rele è nato per funzionare in continua, DEVE essere alimentato in continua altrimenti ronza come un campanello ma non chiude i contatti. Viceversa, se è nato per funzionare in alternata, DEVE essere alimentato in alternata altrimenti, mancando la reattanza, la bobina presenta la sola resistenza e brucia.
Il tuo schema può andare a patto che il rele sia per corrente alternata, diversamente devi aggiungere un ponte raddrizzatore dopo il trasformatore e non ti curare più se sono 12 o 17 V.
Ma, scusa, per azionare il deviatoio, a cosa ti serve il bistabile ? Gli aghi del deviatoio non restano in posizione normale o rovescia anche in assenza di tensione ? Il deviatoio non ha i contatti per il "controllo" che puoi utilizzare ?
Dimmi che non ho capito una mazza...
Se un rele è nato per funzionare in continua, DEVE essere alimentato in continua altrimenti ronza come un campanello ma non chiude i contatti. Viceversa, se è nato per funzionare in alternata, DEVE essere alimentato in alternata altrimenti, mancando la reattanza, la bobina presenta la sola resistenza e brucia.
Il tuo schema può andare a patto che il rele sia per corrente alternata, diversamente devi aggiungere un ponte raddrizzatore dopo il trasformatore e non ti curare più se sono 12 o 17 V.
Ma, scusa, per azionare il deviatoio, a cosa ti serve il bistabile ? Gli aghi del deviatoio non restano in posizione normale o rovescia anche in assenza di tensione ? Il deviatoio non ha i contatti per il "controllo" che puoi utilizzare ?
Dimmi che non ho capito una mazza...